Sesta giornata – 19 novembre

Lunedì mattina visita alla Flatmind, bellissima azienda multimediale che nasce a Faenza nel 2004. Si occupa di produzioni video a 360 gradi, ovvero tutto ciò che si muove su uno schermo e sono specializzati in video usati come presentazione aziendale che illustrano la storia di aziende e nell’utilizzo di video per promozioni di brand e particolari prodotti. Ci hanno infatti mostrato i video creati in collaborazione con Hogan e Converse, il primo sotto forma di videogioco in stile anni ’90.

In seguito abbiamo visto il video per Stella Luna. Molte domande, molto interesse, una bella merenda e una grande sorpresa. Alessia ha fatto sentire in anteprima la canzone con cui intende partecipare, prima italiana a farlo, ai Grammy di Taiwan. Un onore. Solita ospitalità romagnola con dolci fatti in casa e bevande.

Pranzo previsto alla cucina piccante dello Sezhuan, purtroppo chiusa il lunedì. Ripiegato su una buona catena in un quartiere non frequentato da turisti.

Pomeriggio all’Amarena Fabbri dove hanno preparato per noi un gelato con la mitica Amarena.Io (Caterina)  e Martina ci siamo fatte fare la foto davanti alla scritta dell’azienda “Fabbri”.!
Al piano di sotto c’era Lavazza, così, grazie ad Alessia, ne abbiamo approfittato per visitare anche quella e vedere le macchine da caffè che vanno in Cina. Una fa una specie di caffè alle bollicine che deve essere terribile ma che qui va!

La sera, dopo essere tornati in hotel ed aver cenato ognuno in modo differente abbiamo deciso di partecipare al karaoke in love,  all’interno del centro commerciale vicino all’albergo. Ci siamo divertiti molto in special modo ascoltando Nadia mentre cantava J Balvin e Stefano mentre cantava i Green Day e le Matildi cantando Lady Gaga.

Serata? Abbiamo provato il karaoke, senza l’assistenza di Alessia. Tanto qua non capiscono niente e ad un certo punto vedendo entrare solo uomini e chiamandosi LoveKtv mi sono visto costretto a scrivere (l’unico modo per comunicare anche in inglese): “karaoke no sex” come fossi un tedesco in Italia (“Io volere mangiare”). Alla fine ce l’abbiamo fatta. Il posto è anomalo per chi non è mai stato in Cina. Sono stanze chiuse dove una decina di persone (abbiamo dovuto prendere due stanze) mandano a tutto busso il karaoke, fuori non si sente nulla o quasi e dentro si beve a rotta di collo (noi che siamo tirchi non abbiamo comprato neanche un bicchier d’acqua!) e, a dire il vero, si fuma anche di fronte ai cartelli vietato fumare… Anche uscire non è stato semplice dato che è al 4 piano di un centro commerciale che alle 23 è chiuso, per cui le scale mobili e le uscite classiche non funzionano. Alla fine, da buoni italiani, ci siamo arrangiati.

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