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Decima giornata – 23 novembre

È ora di partire. Il saluto ad Alessia è duro, è stata angelo protettore, guida instancabile, appassionata ispiratrice. Per fortuna sappiamo che la rivedremo in Italia e questo un po’ consola.

Tutti gli aerei sono in orario, ottimo il servizio della Klm e la sosta a Schiphol permette qualche ulteriore spesa.

Arriviamo a Ravenna che è passata l’una di notte, stanchi ma felici.

Domattina si torna a scuola (almeno noi insegnanti di sicuro…)

Nona giornata – 22 novembre

Mattinata alla Barilla. Il tentativo è di riuscire ad imporre la pasta italiana nel paese dei noodle. Il general manager ci ha raccontato le difficoltà incontrate nel cercare di convincere i cinesi a consumare gli spaghetti al dente come gli italiani e di aver poi rinunciato inserendo nelle istruzioni la possibilità di cuocerli due minuti in più in modo da incontrare il gusto tradizionale. Bellissima la metafora della carta della Cina come una gallina dalle cinque uova con la testa rovesciata (funziona!). Moltissime le domande anche sulla Cina e Hong Kong (il manager proviene da là).

Pranzo con la cucina del Sechuan, piccante. Sarà che è buona, sarà che ormai si sono abituati, sarà che la fame comanda, fatto sta che i piatti vanno via tutti.

Piccolo ultimo giro turistico nel quartiere della Concessione francese. Domani si parte e cerchiamo di trattenere nei sensi i posti, gli odori, i suoni.

Serata alla bellissima Jiao Tong University, fra le prime cento nel mondo. Incontro entusiasmante col professor Jacobus Root, neozelandese trapiantato a Shanghai, musicista eclettico, affabulatore instancabile. I suoi racconti su come è cambiata la Cina dal suo arrivo (anni ’80) meriterebbero una platea enorme.

Chiusura con la farewell dinner in un bellissimo locale. Anche stavolta i piatti tornano indietro tutti vuoti, è ora dei saluti ai nostri partner, Alessia per fortuna la vedremo anche domani. Vogliamo tirar tardi al Bund ma scopriamo due cose che ci raffreddano: le più belle torri di Pudong vengono spente alle 22 e lo skyline cambia, e nel locale che avevamo scelto non ci prendono perché siamo minorenni. Ma deviamo su di un altro e il nostro saluto a Shanghai si compie.

Ottava giornata – 21 novembre

Nella tarda mattinata ci siamo recati alla Nicola Coppi “food vending china” , azienda che produce prodotti alimentari specialmente gelati e surgelati italiani.  Ci ha accolti Nicola Coppi che ci ha raccontato la storia dell’azienda e fino al 2009 produceva servizi per alberghi e catering.
Dal 2010 lui e sua moglie hanno finalizzato solo una produzione di food quindi focalizzandosi sulla vendita nei supermercati. Inoltre possiedono caffetterie e catene di ristorazione che si appoggiano a loro per avere prodotti già semipreparati.
I loro obiettivi consistono nel comunicare l’italianità usando caratteristiche italiane e ricette certificate (la frase tipica è “usando i prodotti che una vera massaia usa a casa sua”) e la personalizzazione del prodotto ovvero vogliono rendere questo prodotto come non fatto da semplici macchine ma che dietro al prodotto ci sia qualcuno di originale a produrlo.
Hanno anche creato un marchio cinese e hanno selezionato partner cinesi e hanno intenzione di fare cibi Taiwanesi. Ci hanno poi mostrato i vari lavoratori e macchinari con cui producono i loro prodotti principali in particolare modo soffermandosi sul laboratorio per la creazione della pizza.
In seguito ci è stato offerto un gustoso pranzo che ci ha riportato con la mente in Italia permettendoci di assaggiare i loro prodotti, a base di tre portate: lasagne, linguine al pesto e gelato. Sono stati molto disponibili offrendoci anche due porzioni e nessuno giustamente si è tirato indietro.

Il pomeriggio siamo andati alla Dinamic Oil, che nasce a Modena  nel 1970 e dal 2004 ha una sede a Shanghai.
Dinamic Oil ha consolidato la sua posizione sul mercato internazionale, dove ora ha tre unità produttive, 8 filiali in Europa, America e Asia ed una vasta rete di distributori in tutto il mondo. Produce argani per sollevamento e riduttori epicicloidali e attraverso l’attività di ricerca e sviluppo hanno creato soluzioni personalizzate per applicazioni industriali e macchine semoventi.
Certo meno affascinante della lasagna di Coppi ma il general manager è stato brillantissimo e le domande sono fioccate (sulla Cina).

Serata con aperitivo al Funkadeli

Settima giornata – 20 novembre

Ne abbiamo approfittato per metterci tutto quello che non ci era stato nei giorni precedenti. Il giardino di Yu, il museo del Planning urbano, il Fake market, dove, come previsto, i renminbi si sono sprecati…

La mattina ci siamo recati con la metropolitana al Yuyuan garden però prima di giungere a destinazione alcuni compagni non sono riusciti a prendere il nostro stesso treno a causa della troppa affluenza. Ci hanno così raggiunto successivamente e insieme abbiamo visitato questo incredibile giardino. Si crede infatti che lo Yuyuan Garden sia stato costruito nella dinastia Ming, più di 400 anni fa. La disposizione e i paesaggi mettono a confronto la natura e l’urbanizzazione che hanno reso il giardino uno dei punti salienti di Shanghai.
Giardino: costruito oltre 400 anni fa, durante la dinastia Ming, fa impressione la pace, il verde, i templi, circondati dalle torri di 600 metri,
A pranzo ci siamo recati ad un ristorante giapponese e successivamente al museo di Architettura in cui abbiamo appreso la storia dal punto di vista architettonico della città dalla fondazione alla contemporaneità.
Museo: un solo dato. Nel 1993 viene attivata la prima Metro, oggi ce ne sono già 15 linee funzionanti e altre se ne aggiungeranno. In Italia?
Nel tardo pomeriggio invece abbiamo raggiunto il Fake Market in cui tutti quanti abbiamo compiuto ottimi acquisti principalmente borse, apparecchi elettronici, abbigliamento ed oggetti tipici.
Fake market: potete immaginare. Chiunque esce con la netta sensazione di essere stato fregato. Per quanto tu abbia abbassato il prezzo iniziale, anche fino ad un decimo certe volte, sei sempre sicuro che qualcun altro ha comparto lo stesso oggetto per un prezzo inferiore… Nella stessa giornata abbiamo provato tutte le emozioni della metro, la calca, perdersi e ritrovarsi. Tutti sono stati così bravi e autonomi che, anche quando hanno perso il treno o sbagliato stazione, hanno recuperato prontamente. Molto bravi!

Sesta giornata – 19 novembre

Lunedì mattina visita alla Flatmind, bellissima azienda multimediale che nasce a Faenza nel 2004. Si occupa di produzioni video a 360 gradi, ovvero tutto ciò che si muove su uno schermo e sono specializzati in video usati come presentazione aziendale che illustrano la storia di aziende e nell’utilizzo di video per promozioni di brand e particolari prodotti. Ci hanno infatti mostrato i video creati in collaborazione con Hogan e Converse, il primo sotto forma di videogioco in stile anni ’90.

In seguito abbiamo visto il video per Stella Luna. Molte domande, molto interesse, una bella merenda e una grande sorpresa. Alessia ha fatto sentire in anteprima la canzone con cui intende partecipare, prima italiana a farlo, ai Grammy di Taiwan. Un onore. Solita ospitalità romagnola con dolci fatti in casa e bevande.

Pranzo previsto alla cucina piccante dello Sezhuan, purtroppo chiusa il lunedì. Ripiegato su una buona catena in un quartiere non frequentato da turisti.

Pomeriggio all’Amarena Fabbri dove hanno preparato per noi un gelato con la mitica Amarena.Io (Caterina)  e Martina ci siamo fatte fare la foto davanti alla scritta dell’azienda “Fabbri”.!
Al piano di sotto c’era Lavazza, così, grazie ad Alessia, ne abbiamo approfittato per visitare anche quella e vedere le macchine da caffè che vanno in Cina. Una fa una specie di caffè alle bollicine che deve essere terribile ma che qui va!

La sera, dopo essere tornati in hotel ed aver cenato ognuno in modo differente abbiamo deciso di partecipare al karaoke in love,  all’interno del centro commerciale vicino all’albergo. Ci siamo divertiti molto in special modo ascoltando Nadia mentre cantava J Balvin e Stefano mentre cantava i Green Day e le Matildi cantando Lady Gaga.

Serata? Abbiamo provato il karaoke, senza l’assistenza di Alessia. Tanto qua non capiscono niente e ad un certo punto vedendo entrare solo uomini e chiamandosi LoveKtv mi sono visto costretto a scrivere (l’unico modo per comunicare anche in inglese): “karaoke no sex” come fossi un tedesco in Italia (“Io volere mangiare”). Alla fine ce l’abbiamo fatta. Il posto è anomalo per chi non è mai stato in Cina. Sono stanze chiuse dove una decina di persone (abbiamo dovuto prendere due stanze) mandano a tutto busso il karaoke, fuori non si sente nulla o quasi e dentro si beve a rotta di collo (noi che siamo tirchi non abbiamo comprato neanche un bicchier d’acqua!) e, a dire il vero, si fuma anche di fronte ai cartelli vietato fumare… Anche uscire non è stato semplice dato che è al 4 piano di un centro commerciale che alle 23 è chiuso, per cui le scale mobili e le uscite classiche non funzionano. Alla fine, da buoni italiani, ci siamo arrangiati.

Quinta giornata – 18 novembre

Giornata di tutto turismo. L’avevamo scelta per il bel tempo. Partiti per la città dell’acqua (aspettate che controllo come scrivere il nome… Zhujiajiao, si pronuncia Giugiagiao…), una versione ancora migliore di Souzhou, ma soprattutto più piccola come città ma più grande l’area turistica. Acqua a catinelle, acqua nei canali… Posto splendido, da turismo di massa, tanti negozi per gli acquisti. Siamo tornati in città per il pranzo. Pomeriggio lunga fila al (gratuito) Museo di Shanghai, con la storia cinese millenaria, fatta di giada, ceramiche, bronzi, sete.

Quarta giornata – 17 novembre

Oggi abbiamo deciso di cambiare programma visto che la giornata era bella per cui niente musei che teniamo per domani: dovrebbe piovere. Per cui, dopo la visita alla scuola di cui parlerò dopo, siamo andati ai giardini di Yu ma c’era una fiumana di gente e abbiamo deciso di tornarci martedì mattina presto quando ce n’è molta di meno e i giardini si possono godere meglio.

Mattinata alla scuola Rodari. Gli italiani che vivono a Shanghai (single, sposati con italiane/i o cinesi) hanno un bel problema. Alle scuole pubbliche cinesi può andare solo chi è cinese. Quindi bisogna andare ad una scuola internazionale, che tra l’altro costa circa 15.000 euro l’anno. Ma la scuola è in genere americana, per cui certo imparano inglese e cinese ma perdono completamente l’italiano. Per questo motivo è stata fondata questa associazione che di sabato fa scuola di italiano a questi ragazzi. Hanno classi dalla scuola materna fino alle superiori. Le lezioni sono di 3 ore il sabato.

Gli obiettivi di questa scuola sono:
  • Il mantenimento della lingua italiana.
  • Possibilità di potersi confrontare tra coetanei, comunicando in modo più naturale e spontaneo nella loro propria madre lingua.
  • Possibilità per i bambini, figli di genitori non italiani, di scoprire, o mantenere, o migliorare anche fuori dall’Italia, la cultura e la conoscenza della lingua italiana.
  • Preparare il futuro rientro in Italia.
  • Facilitare l’integrazione nella comunità italiana.
È stata una bella esperienza in cui abbiamo potuto comunicare e porre domande agli studenti di quell’istituto e apprendere un diverso metodo di organizzazione e disciplina. Loro molto appassionati. Felici di vedere noi, la prima scuola italiana che li va a visitare…

Poi ai giardini di Yu dove non siamo entrati. Ma i ragazzi hanno dato prova di scaltre capacità di contrattazione ai bazar cinesi, strappando sconti da favola in totale autonomia. Caterina è stata probabilmente la più brava in questa competenza. Poi a pranzo in un locale super locale, richiestissimo dai locali. Questo comporta che non sia esattamente il gusto preferito dai ragazzi ma avrebbero dovuto sentire meglio i miei ravioli e i dumpling con la base fritta… Lo so che non è una gioia ma quando hanno fame mangiano e non è così difficile mangiare spaghetti, ravioli e carne, dai.

Quando sono da soli corrono da McDonald’s e Starbucks, non è che muoiono di fame. Pomeriggio di puro turismo, a passeggiare in mezzo a vecchi quartieri e la Concessione Francese. Avevo tenuto apposta più tardi possibile il Bund, e dalle fotografie si capisce perché, pura meraviglia e gioia nei loro occhi. Serata libera nella strada dello shopping di Shanghai, dove appunto possono trovare McDonald’s e Starbucks. Stasera a letto stanchi, dormiranno credo.

Terza giornata – 16 novembre

Oggi giornata uggiosa e molto traffico (venerdì…) a Souzhou (pronuncia Sugiò)

Abbiamo visitato la FAIST che ha iniziato ad operare nel 1978, in una città al confine tra Umbria e Toscana. Nata dall’esperienza artigianale del suo fondatore, presto si è diretta verso il mondo manifatturiero. La crescita di questo business ha portato alla creazione di un gruppo industriale focalizzato nella produzione di componenti per una vasta gamma di settori.Oggi, FAIST è composto da 5 Business Unit e 32 siti operativi in ​​tutto il mondo, dove vengono applicate le tecnologie di produzione più avanzate e innovative.
32 sedi nel mondo, più di mille dipendenti solo nella sede di Souzhou, leader mondiale nel suo settore (componenti meccanici per gruppi industriali dalle auto alle telecomunicazioni ai pannelli solari). Ancora una volta Alessia ha fatto un miracolo, ad accoglierci Federico Bonotto, Presidente e General Manager Asia, oltre che figlio del fondatore. In Italia quando vai a trovare un’azienda ti mandano il responsabile comunicazioni esterne al massimo…

Ha fatto un interessantissimo lavoro di presentazione sulla Cina, dato che è stato anche fino all’anno scorso presidente della Camera di Commercio Italo-Cinese e anima dell’associazione degli industriali italiani a Souzhou (che è, ci ha detto, il luogo con più alto numero di aziende italiane fuori dall’Italia!), un mucchio di curiosità e di elementi utili per capire la Cina, straordinario.

Belle anche le domande.
Poi ha offerto il pranzo con cibo italiano, gradito…
Nella sala c’era anche un calciobalilla e sono fiorite le sfide.
Più tardi giro nell’area di produzione, talmente linda che ci si potrebbe appoggiare il gelato e riprenderlo…

Nel pomeriggio giro nella Venezia d’Oriente, in mezzo ai canali di Souzhou. Purtroppo causa traffico non siamo arrivati in tempo al Museo della città disegnato dal loro illustre concittadino l’archistar I. M. Pei (quello delle piramidi di vetro del Louvre) che avrei voluto mostrare ai ragazzi. Peccato, ci rifaremo nei musei di Shanghai.
Ritorno in mezzo al caoticissimo traffico della zona (80km in oltre due ore…). Un piccolo inconveniente nel ritorno, ma risolto.

Una ragazza sta prendendo gli antibiotici ma sembrano efficaci e si passa di compleanno in compleanno…Stasera a letto presto, la stanchezza comincia ad accumularsi

Seconda giornata – 15 novembre

Oggi giornata molto intensa.
Prima volta della colazione. Il buffet è ricchissimo, circa dieci metri di pietanze più alcune isole. Ovviamente larga maggioranza di salato ma di tutti i tipi non solo cinese (dalle uova ai wurstel al bacon). Chi ha avuto più prontezza ha assaggiato tanto, gli altri meno, ma è normale.

Visita alla Technogym, un’azienda che fa onore alla Romagna nel mondo. Bella presentazione, buone domande, Stefano si è esibito in un’impresa titanica ad un attrezzo. Hanno avuto in regalo un libro e la maglietta nera della casa.
Durante la mattina ci siamo recati alla Technogym dove ci hanno spiegato la struttura dell’azienda informandoci sui loro obiettivi principali tra i quali quello di aumentare il benessere e la qualità di vita attraverso l’attenzione sulla salute delle persone e la costante innovazione. La sede di questa azienda, fondata da Nerio Alessandri nel 1939 è collocata nei pressi di Cesena. Ci ha accolti Guglielmo Benini che si occupa di vendite anche al privato.
Quest’azienda ha avuto un enorme sviluppo e conta 2000 impiegati nel mondo e 80.000 centri benessere equipaggiati by Technogym. In conclusione quindi questa azienda ha:
-14 filiali
-72 distributori
-È il fornitore ufficiale delle Olimpiadi di Sydney del 2000
-Ha vinto premi per il design (compasso d’oro)
-Non sono solo fornitori ma anche partner.
Successivamente nel pomeriggio ci siamo diretti alla Liu•Jo, che ha avuto origine nel 1995 a Carpi. Tramite questa visita abbiamo appreso che tra il 2000-2006 è un multi branding che non vende solo jeans ma anche accessori.
Nel 2008 viene creata una nuova linea di jeans. Nel 2009/2010 invece l’azienda si espande in tutta Europa.
Nel 2011 viene creta una campagna con protagonista Kate Moss e quindi una collaborazione con lei.
Ci è inoltre stato spiegato che ha 3 Lables: gold: elegante per occasioni.
White:glamour
Black: per tutti i giorni

Pranzo in un bell’ambiente con nuove varianti di pietanze. Finché posso li spingo a mangiare variegato. Se vedo che proprio vanno in crisi rimedierò con qualcosa di più abituale ma finché possibile proviamo tutto.

Primi malesseri ma sembrano passeggeri. In ogni caso sotto controllo.

Metro. Hanno sperimentato la metro di Shanghai, modello di efficienza (ovviamente affollata). Un viaggio costa 3rmb, ca. 40cent. L’equivalente a Londra costa 6 euro… hanno provato anche l’emozione di perdere il treno ma hanno saputo salire a quello seguente e raggiungere il gruppo. Complimenti a Caterina, Annalisa ed Elia che ce l’hanno fatta.

Visita al tempio buddista Jingan Temple. Hanno bruciato l’incenso e provato a sentire lo spirito buddista. Per qualcuno, è un’esperienza che va provata, per altri va evitata ma intanto sono qua. Pioveva forte e stare in un tempio aiutava…

Visita alla Liu Jo. Tantissime domande e in inglese, molto bene. Visita molto seguita, il fashion attrae di più della farmaceutica di contrasto… Normale. Anche loro gentilissimi, acqua, frutta e cioccolatini Lindt per tutti.

Di corsa in hotel a cambiarci per la sera.

Aperitivo al Funkadeli, pieno di italiani, trovate alcune studentesse di Venezia e molti altri clienti che lavorano là. Tigelle italiane e bevanda.

Cena in un posto bellissimo, fatevi raccontare dei bagni anche solo per curiosità… Cena un po’ più complicata da gestire perché pagavamo noi e ognuno ordinava quello che voleva. Purtroppo non si sono ricordati di non ordinare l’acqua e il conto è di molto aumentata. Per capirci, una pietanza costa l max 80-90 rmb cioè 11-12 euro e l’acqua (Panna, importata dall’Italia) costa 90rmb al litro!!! Per cui alla fine abbiamo dovuto dividerla, in ogni caso il costo totale è di circa 100 rmb a testa, cioè 12,5 euro assolutamente accettabile.

Rientro alle 23 con la penultima metro del giorno Tutti a letto, stanchi.

I ragazzi sono molto bravi, pazientano tantissimo anche tutte le mie manie di far loro provare tutto, per cui si devono muovere, stare attenti, organizzarsi da soli e se si perdono ritrovarci. Per ora non mi hanno ancora mandato a quel paese, merito dell’educazione che avete dato loro voi.

E’ un viaggio di lavoro e le giornate sono pienissime, internet poco e niente, cibo strano, praticamente una condizione per niente comoda per loro.

Eppure resistono.

Io sono convinto che valga tantissimo quest’esperienza, speriamo che le scomodità (che a me sembrano pochissime ma capisco le loro) siano presto dimenticate e resti il bello.

Abbiamo parlato con i nostri partner e ospiti. Tutti riconoscono loro buona educazione, serietà e belle facce intelligenti.

Vediamo di continuare.

Prima giornata – 13/14 novembre

Viaggio: perfetto, in orario, con buoni servizi e ampio servizio ristorante. Martina ha detto a me che ha mangiato. Qualcuno altro ha fatto il difficile ma non mi importa, si dovrà abituare

Arrivo: poca fila e formalità non eccessive, abbiamo donato le nostre impronte digitali alla Cina.

Alessia: splendida, all’arrivo ha offerto a tutti una bottiglietta di acqua e ha fatto trovare i soldi che ho distribuito secondo schema. Ci ha accompagnato  per tutta la giornata facendo da guida, mentore e mediatore con i cinesi.

Shanghai Tower: strepitosa, salire 118 piani in meno di un minuto e non sentirlo. Anche Milena è stata bene

Pranzo: ha ordinato Alessia per tutti quattro cose diverse. Nel mio tavolo abbiamo mangiato tutti , tanto  e bene (Martina anche).Negli altri qualcuno ha avuto qualcosa che non piaceva, troverà il modo di abituarsi.

Pomeriggio visita alla Bracco. Ci ha accolto il manager marketing, cinese che parla un perfetto italiano con accento romano, poi è venuto addirittura il general manager dell’azienda. E’ stato un grande onore e piacevole. I ragazzi molto stanchi, chiedete loro come è andata. Alice ha fatto una bellissima domanda e Tommaso pure.

Albergo: credo che meglio di così sia difficile. Qualche problema con la caparra (mi avevano chiesto di anticipare una cifra esagerata, ho contrattato e si sono fermati a 3500 Rmb per le sette camere in totale).

Stasera, piccolo giro di ricognizione qui attorno, a nanna non prima delle 22 nostre altrimenti non si digerisce il cambio orario.

Per ora sembrano stare tutti bene